Il titolo è deliberatamente provocatorio, perché letteralmente falso. Esistono aiuti indispensabili, senza i quali una persona, un'impresa o un'intera società possono soccombere. Tuttavia, proprio perché la provocazione costringe a prendere posizione, essa consente di introdurre una distinzione che raramente viene affrontata: non tutti gli aiuti producono lo stesso effetto sul sistema che intendono migliorare. Alcuni aumentano la capacità di agire di chi li riceve; altri, invece, ne modifcano progressivamente il comportamento, fino a renderlo strutturalmente dipendente.
L'errore più frequente consiste nel valutare un aiuto esclusivamente per i suoi effetti immediati. Se una sofferenza diminuisce o se una difficoltà viene rimossa, tendiamo a considerare l'intervento un successo. Questa valutazione, tuttavia, fotografa soltanto il presente.
Molto più importante è chiedersi quale insieme di incentivi quell'intervento abbia introdotto e quali comportamenti tenderà a selezionare nel tempo. Ogni aiuto, infatti distribuisce convenienze che determinano l'evoluzione dei sistemi sociali. Per fare un esempio facile e locale: vado a lavorare o prendo il sussidio?
Esiste un aiuto che aumenta la libertà e un aiuto che la riduce. Il primo ha come obiettivo la propria estinzione: funziona quando rende progressivamente superflua la presenza di chi aiuta. Il secondo, al contrario, crea le condizioni affinché il suo intervento continui a essere necessario. Apparentemente entrambi producono un beneficio; in realtà conducono verso esiti opposti. Per fare un esempio meno locale: mantengo queste condizioni sanitarie nella mia repubblica o risolvo ma perdo gli aiuti internazionali?
L'esempio del subentro cognitivo sugli anziani è illuminante e quotidiano. Un figlio risponde sistematicamente alle domande rivolte al padre, completa le sue frasi, prende decisioni al suo posto e interpreta i suoi pensieri prima ancora che vengano espressi. Nessuna di queste azioni nasce da cattive intenzioni. Eppure, proprio perché ogni funzione viene progressivamente sostituita, quella funzione smette di essere esercitata. L'aiuto contribuisce lentamente ad ampliare le debolezze che apparentemente compensa.
Lo stesso schema compare nell'educazione. Ogni insegnante sa che spiegare è molto più semplice che costringere uno studente a cercare da solo una soluzione. Tuttavia, se ogni difficoltà viene immediatamente rimossa, lo studente non sviluppa la capacità di affrontare l'incertezza, che costituisce la materia prima di ogni apprendimento autentico.
L'intelligenza cresce nella resistenza. Per questa ragione un aiuto efficace elimina soltanto quegli impedimenti che renderebbero impossibile affrontarlo.
Il principio diventa ancora più evidente quando si osservano sistemi complessi come la ricerca scientifica. Si ripete spesso che aumentare i finanziamenti significhi automaticamente aumentare gli esiti della ricerca. È un'affermazione intuitiva, ma incompleta. Se i criteri di distribuzione premiano prevalentemente la capacità di ottenere finanziamenti, il sistema tenderà inevitabilmente a produrre ricercatori esperti nella ricerca di fondi. Se, invece, premiano l'originalità delle idee, la solidità metodologica e la verificabilità dei risultati, selezioneranno comportamenti completamente diversi. Le risorse economiche non sono neutrali: esse orientano la direzione dell'impegno intellettuale.
Questa osservazione conduce a una conclusione più generale. Ogni politica pubblica, ogni forma di assistenza e ogni trasferimento di risorse dovrebbero essere valutati non soltanto per il bene che producono oggi, ma anche per il tipo di persona, di istituzione o di organizzazione che renderanno più conveniente essere domani. È una prospettiva meno sentimentale, ma decisamente più realistica.
Anche la cooperazione internazionale offre esempi istruttivi. Esistono programmi di aiuto che hanno salvato milioni di vite attraverso campagne vaccinali, infrastrutture sanitarie e interventi alimentari. Sarebbe assurdo negarlo. Tuttavia esistono anche casi nei quali l'afflusso continuo di risorse esterne ha ridotto gli incentivi alla costruzione di istituzioni efficienti, ha consolidato élite politiche incapaci o corrotte e ha trasformato il rapporto tra governanti e cittadini.
Quando un governo dipende finanziariamente più dai donatori internazionali che dai contribuenti del proprio Paese, la responsabilità politica tende inevitabilmente a spostarsi. Non è una legge assoluta, ma un rischio sistemico che non può essere ignorato.
Gli aiuti non producono soltanto benefici o costi. Producono selezione. Premiano alcuni comportamenti e ne scoraggiano altri. Se un sistema remunera la dipendenza, la dipendenza tenderà ad aumentare. Se remunera la responsabilità, aumenterà la responsabilità. Se rende conveniente risolvere un problema, cresceranno persone impegnate a risolverlo; se rende conveniente la sua permanenza, cresceranno organizzazioni interessate alla sua sopravvivenza.
È probabilmente questa la domanda più utile da porre ogni volta che si discute di aiuti: quale comportamento rende più conveniente adottare? Senza stare a guardare il momento in cui l’aiuto viene emesso, quale intenzione esprime o quale beneficio immediato produce. Così facendo si viene obbligati a considerare gli effetti indiretti, quelli che spesso diventano visibili nel loro successo o nel loro fallimento soltanto dopo anni.
Forse, detto questo, il titolo può essere compreso nel suo significato autentico. "Il vero aiuto è non aiutare" non invita all'indifferenza né all'abbandono dei più deboli. Invita a diffidare di ogni intervento che, pur alleviando una difficoltà presente, renda meno probabile la nascita delle capacità necessarie a superarla definitivamente.
Riferimenti
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- Kapur, Manu, “Productive Failure”, in Cognition and Instruction, vol. 26, Abingdon, 2008, pp. 379–424.
- Edwards, Marc A.; Roy, Siddhartha, “Academic Research in the 21st Century: Maintaining Scientific Integrity in a Climate of Perverse Incentives and Hypercompetition”, in Environmental Engineering Science, vol. 34, New Rochelle, 2017, pp. 51–61.
- Moss, Todd; Pettersson, Gunilla; van de Walle, Nicolas, An Aid-Institutions Paradox? A Review Essay on Aid Dependency and State Building in Sub-Saharan Africa, Washington, 2006.