
Le cose che non hanno un nome
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La realtà e i fenomeni sono eccedenti rispetto a quella mappa meravigliosa ma parziale che è il linguaggio.
La rivista che spiega le proprietà generali dei sistemi per aiutare a capire i fenomeni della complessità contemporanea
Sociologia e filosofia della conoscenza
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C’è un momento, prima che il concerto cominci, in cui l’orchestra compie un gesto che nessuno tra il pubblico considera degno di particolare attenzione. Il primo oboe emette un La.
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La realtà e i fenomeni sono eccedenti rispetto a quella mappa meravigliosa ma parziale che è il linguaggio.

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Una delle proprietà fondamentali dei sistemi complessi è la retroazione: ciò che accade nel sistema modifica le condizioni che produrranno ciò che accadrà dopo

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Chiedendo a qualcuno che cosa pensi del dibattito pubblico, la risposta è quasi sempre la stessa: troppo rumore e troppa poca sostanza.

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Qualcuno, da qualche parte, ha stabilito un canone (magro, tonico, simmetrico, giovane) e lo ha calato dall’alto su milioni di persone che adesso si sentono inadeguate.

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Ogni tanto mi diletto a pensare cosa potrei mai dire di significativo ad Elon Musk se mi capitasse mai di incontrarlo. Non è semplice. Musk può interrogare con facilità le migliori menti del mondo.

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Questo è un articolo a difesa del pensiero libero e dei valori cristiani. Ammiravo molto Charlie Kirk. Oggi sarebbe stato il suo trentatreesimo compleanno. Charlie Kirk mi piaceva quando era vivo, mi piaceva molto seguirlo e mi stava naturalmente simpatico.

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La teoria dei sistemi complessi utilizza il concetto di attrattore per descrivere configurazioni verso cui un sistema tende a convergere. Non si tratta di obiettivi, né di forze intenzionali. Un attrattore rende alcune traiettorie più probabili di altre, più efficienti selettivamente.

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Questo è il conformismo del nostro tempo: ci impone di considerare che l’Occidente è il male supremo, la civiltà più malvagia di tutte, e ce ne dobbiamo vergognare. Naturalmente, anche di tutto questo, perché è parte della cultura occidentale.

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La verità non è un fatto ma un evento. La verità si comporta come l’inverso degli elettroni, nel momento in cui viene osservata decide lo stato dell’osservatore.

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C'è un'argomentazione che ricorre spesso quando si parla del futuro della tecnologia, purtroppo è sbagliata

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Non ricordo le parole esatte, ma il concetto era questo: la famiglia del soldato è parte integrante della sua capacità di servire.

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Multiculturalismo: quali condizioni per la convivenza?

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“Qui parlano gli adulti, tu vattene a giocare” “Non sono affari tuoi, non puoi partecipare” Sono “discorsi da grandi”, quante volte l’hai sentito? Nelle loro discussioni non sei ospite gradito.

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Ci sono aziende che sono corporate vere e altre che recitano la parte della corporate. Le prime hanno decine di migliaia di dipendenti, sedi in molti Paesi, processi inevitabilmente complessi e la necessità reale di tradurre ciò che accade in numeri comprensibili da lontano.

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C’è un dato che secondo me racconta benissimo il problema europeo e no, non si tratta dell’immigrazione, quanto piuttosto di un fatto molto più radicato e profondo che ci sta autodistruggendo.

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Nel cartone animato Heidi, ricordiamo un po’ tutti il personaggio: Clara Sesemann è la bambina sulla sedia a rotelle. È fragile, pallida, vive a Francoforte in una casa enorme, con una governante terribile e il padre spesso lontano.

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Cosa misura davvero un'azienda quando dice di misurare il valore? Il 26 agosto 2026 Meta ha chiuso un accordo transattivo da 17 miliardi di dollari. L'accordo prevede, tra le altre cose, un limite giornaliero di due ore su Facebook e Instagram per gli utenti tra 13 e 17 anni (modificabile solo dai genitori), un blocco notturno di default, il divieto di mostrare il conteggio dei like agli under 18 e la possibilità per i minorenni di attivare un feed senza raccomandazione algoritmica.

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Che cos’è la cultura? Sembra una domanda banale, ma non lo è affatto. La cultura viene comunemente definita come «l’insieme delle conoscenze, dei valori, delle credenze e dei comportamenti che un individuo acquisisce tramite lo studio o che un gruppo sociale condivide e tramanda nel tempo». Una definizione talmente normalizzata da sembrare neutra e completa, peccato che non lo sia affatto.

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Abbiamo creato l'AI per risparmiare tempo, e in molte organizzazioni quel tempo risparmiato si sta trasformando in una produzione di contenuti che nessuno riesce più a seguire per intero.

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Internet ci ha abituati a pensare che avere influenza significhi avere un pubblico. Più persone ti seguono e più sembri autorevole. È il modello dell’audience: una persona al centro e molte persone intorno che ascoltano. Ma per chi produce conoscenza potrebbe non essere il modello giusto.

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La narrazione prevalente è questa: i giovani non fanno figli perché non hanno soldi.

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Ogni epoca produce le proprie parole chiave. Alcune rendono finalmente visibili fenomeni che esistevano già ma che non possedevano ancora una denominazione condivisa. Nel mondo del lavoro, negli ultimi anni, poche parole hanno avuto il successo dell'aggettivo "tossico".

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La Chiesa cattolica ha un problema di assimilazione. Solo che riguarda chi è prete consacrato, che è dentro la Chiesa ma non più assimilato.

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Perché sopprimerle non funziona, rimuginarci peggiora, e l’unica cosa utile è chiedere loro cosa stanno cercando di dire

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Le spiegazioni che reggono in una riunione quasi mai descrivono quello che sta succedendo

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Ogni modellizzazione della realtà contiene una porzione di realtà più o meno grande. L'errore è il punto in cui la realtà eccede il modello. Per questo una cultura che vuole eliminare l’errore rischia di perdere anche il principale meccanismo attraverso cui scopre i limiti delle proprie rappresentazioni.

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Quando l’emergenza diventa un vantaggio competitivo Le organizzazioni più efficaci non eliminano gli imprevisti. Imparano a trasformarli in conoscenza.

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Quando troppi testi pubblicati on line, sui giornali o sui social, vengono scritti, a volte anche pensati, dall'AI, accade qualcosa alla lingua di tutti. La vittima incolpevole e poco riconosciuta è la ricchezza del linguaggio con cui comprendiamo, descriviamo e discutiamo la realtà.

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La responsabilità epistemica della comunicazione medica sui social media. Che cosa può insegnarci un filosofo americano innamorato della commedia hollywoodiana sul chirurgo che pubblica su Instagram le foto del proprio lavoro?

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Ogni aiuto distribuisce convenienze che determinano l'evoluzione dei sistemi sociali.

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Ci sono parole che nascono per descrivere un fenomeno e finiscono per impedirci di comprenderlo nella sua complessità.

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Varie ricerche dimostrano come l'umorismo attivi attenzione, memoria e partecipazione, trasformando una presentazione in un'esperienza che il cervello ricorda davvero.

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La mente umana, oramai lo sappiamo, è pigra e lavora per euristiche. Davanti a una scelta con esito incerto, siamo propensi a prendere scorciatoie

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Le aziende dovrebbero assumere filosofi, perché i filosofi creano concetti. Le aziende sono strutture complesse alimentate dal significato. Hanno bisogno di essere comprese da chi ci lavora e dal mercato, ma devono anche comprendere il mercato, i concorrenti, i cambiamenti che avvengono intorno a loro e perfino la propria identità.

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Cosa perdiamo quando smettiamo di faticare per ciò che produciamo.

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Chi guida un’impresa è abituato a confrontarsi con persone – nel board, tra i consulenti o con i colleghi – in incontri in cui senso e valore nascono dall’incrocio di esperienze e prospettive diverse. Oggi, però, i leader stanno scoprendo un nuovo interlocutore: l’intelligenza artificiale generativa. Non come un collaboratore cui delegare la redazione dei testi o dei report, ma come partner cognitivo, capace di aprire spazi di riflessione strategica e di contribuire alla creazione di senso nuovo per l’organizzazione.

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Perché alcuni conflitti organizzativi vengono prodotti dalla struttura e non dalle persone. La maggior parte dei fallimenti collaborativi non nasce da grandi conflitti.

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Per iniziare è necessario definire l’educazione come categoria, in senso forte. Senza una definizione forte, l’educazione si riduce a morale, costume, policy o adattamento sociale.

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Gli errori più insidiosi nascono da spiegazioni così sufficientemente convincenti che portano ad interrompere la ricerca di alternative.

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Arrivi fin lì e ti sembra che il paesaggio che osservi possa rimanere quello per sempre, piacevolmente placido, con qualche curva, qualche saliscendi e qualche imprevisto tornante, perché i panorami che sono concessi agli esseri umani non sono mai ordinati secondo criteri di perfezione e di staticità. Per lungo tempo immagini che il tuo futuro abbia gli stessi colori del passato, le stesse sfumature, i medesimi ghirigori.

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«Hai visto quanto è cresciuto Giovannino? Se continua così, quando avrà vent'anni sarà alto almeno tre metri.»

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La rilevanza di un’azione aumenta se il soggetto è coinvolto nell’esito. L'incarnazione è uno dei fatti più straordinari e meno compresi della tradizione cristiana. Da quasi duemila anni i cristiani affermano che Dio entra nella storia come uomo che nasce, cresce, conosce la fame, la sete, la fatica, il dolore fisico, l'angoscia e la morte.

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Con la nascita della matematica formale, in particolare nella Grecia antica, e poi con la sua sistematizzazione moderna, l’uomo comincia a concepire il pensiero astratto complesso. Il mondo viene ricondotto a numeri, proporzioni e forme ideali. Il pensiero assume una struttura deduttiva e sequenziale.

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Imparare significa modificare progressivamente il proprio modo di osservare, comprendere e interpretare la realtà, ricostruendo dall'interno la persona che apprende invece di limitarsi ad aggiungergli informazioni.

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A partire dal XX secolo, con le crisi dei fondamenti matematici, le rivoluzioni scientifiche e l’emergere delle scienze cognitive, nel cuore del pensiero si apre una frattura epistemologica decisiva: la conoscenza non è più intesa come un sistema chiuso, autosufficiente e deduttivamente completo. Piuttosto, essa appare come un campo aperto, instabile, processuale e costitutivamente interpretativo.

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Se un'AI prende una decisione sbagliata, la responsabilità riguarda soltanto la decisione finale oppure anche il fatto che quella decisione facesse parte delle possibilità che il sistema era stato progettato per prendere in considerazione?

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Ogni sistema cognitivo, umano o artificiale, non elabora il mondo: seleziona una piccola parte del mondo rendendola trattabile. La vera intelligenza consiste allora nel riuscire a vedere anche ciò che il proprio processo di selezione ha escluso.

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Il paradosso dell’organizzazione: perché le aziende affidano la progettazione dei processi alle persone sbagliate

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Perché l’IA non riconosce l’eccezione strategica e come questo può mettere a rischio la tua impresa

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Per capire devi conoscere i fatti e le loro possibili conseguenze. La tua esperienza e le informazioni che hai avuto devono essere tali da palesarti i meccanismi del mondo, della natura e della società, le tendenze e le motivazioni degli altri. Ci devi ragionare sopra.

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Il medico non assume il desiderio del paziente come fondamento della decisione terapeutica.

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La tesi di questo articolo non riguarda la giustizia o la superiorità di qualcuno rispetto a qualcun altro, ma l’eccezionalità dell’Occidente (proprio perché fuori dalla norma delle società) che è stato capace di costruire istituzioni dedicate alla fallibilità: la scienza, la peer review, la separazione dei poteri, la libertà di parola, la libertà di stampa, il processo accusatorio, la critica filosofica, l’università, la revisione costituzionale e così via.

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Una lettura alternativa dell'astensionismo e della convinzione che ogni calo dell'affluenza sia un sintomo di crisi democratica.

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Gli esseri umani affrontano l'incertezza costruendo rappresentazioni compresse dei percorsi che collegano il presente a futuri possibili, invece di modellizzare l'intera complessità della situazione.

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Come emergono le leadership reali nelle organizzazioni. In fondo a ogni tua email c’è una riga che dice chi sei e cosa fai, un nome, un titolo, un reparto. È la versione ufficiale del tuo ruolo, quella che l’azienda ha deciso, che le risorse umane hanno registrato, magari l’hai concordata, di sicuro è quella che compare sull’organigramma.

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La complessità non si governa con la competenza individuale, ma con il confronto metodico di modelli mentali

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Un manager che chiede all’AI “qual è l’opzione migliore?” prima di avere stabilito che cosa significhi “migliore” ha già ceduto la parte più importante del proprio ruolo.

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Una mano può guarire perfettamente e lasciare un paziente insoddisfatto. Il problema spesso nasce dalle domande che nessuno ha posto.

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La nostra mente elimina quasi tutta l'informazione che riceve e seleziona soltanto ciò che considera rilevante. Valori, obiettivi e convinzioni agiscono come criteri di questa selezione. Comprendere come funziona il filtro attenzionale significa capire perché alcune persone vedono opportunità ovunque mentre altre si sentono sommerse dal rumore.

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Se solo i lavori fossero tutti uguali! Le questioni complesse raramente ammettono soluzioni semplici, e lo smart working appartiene a questa categoria. Il dibattito pubblico ha progressivamente ridotto il tema a una contrapposizione in stallo: da un lato l’idea che si vogliano riportare le persone in sede per controllarle, dall’altro la convinzione che i dipendenti vogliano stare a casa solo per non lavorare. Entrambe le posizioni banalizzano in modo offensivo entrambe le lecite posizioni.

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quando la ricerca è scoprire valore in ciò che l’organizzazione già ha L’innovazione attraverso exaptation nasce quando, attraverso una nuova classificazione linguistica, il significato apre uno spazio economico che prima non era visibile.

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La stanza di Gregor Allegoria sulla capacità degli ambienti di generare e classificare gli esseri che contengono. Quando si parla della Metamorfosi di Kafka, tutta l'attenzione si concentra su Gregor Samsa. Si analizza la sua trasformazione (Kafka aveva scritto Verwandlung e non Metamorphose) in insetto, si guardano il rapporto con la famiglia, il senso di colpa, l'alienazione e il lavoro, fino a chiedersi di quale condizione umana tutti gli eventi del racconto possano essere metafora.

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Possono nascere molte innovazioni da un nuovo modo di nominare e usare ciò che già possediamo in azienda. Molte aziende si aspettano che l’innovazione arrivi da fuori da sé. Nuove tecnologie, mercati, talenti, consulenti o miracoli. Come fanno le squadre di calcio quando vogliono risolvere un calo dei risultati acquistando giocatori da altri campionati. È comprensibile e a volte funziona.

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Nel linguaggio del management esistono poche parole con una reputazione migliore di efficienza. Da oltre un secolo le organizzazioni cercano di ridurre sprechi, eliminare ridondanze, semplificare procedure e accelerare i processi decisionali. L'impresa ideale viene spesso immaginata come una macchina perfettamente progettata, nella quale ogni componente svolge la propria funzione con il minimo consumo possibile di risorse.

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Come l’AI sta spostando il punto di arresto della responsabilità nelle organizzazioni

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Chi manterrà la capacità di contestare il sistema che produce il pensabile?

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Le organizzazioni contemporanee hanno informazioni da vendere. Sono sempre più connesse e più rapide nel reagire a stimoli noti. Ma quando il contesto cambia lateralmente, quando i segnali non arrivano dai canali consueti, e quando le necessità non sono incrementali ma discontinue, per alcune imprese la situazione è quella di una fragilità strutturale.

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Le organizzazioni crescono perché alcuni individui donano interpretazioni. La frase può apparire insolita. Siamo abituati a pensare che le organizzazioni crescano grazie al capitale, alla tecnologia, ai processi o alle competenze. Tutti elementi importanti. Eppure nessuno di essi è sufficiente a spiegare perché alcune organizzazioni sviluppino una capacità straordinaria di comprendere il proprio ambiente mentre altre, pur disponendo di risorse simili, rimangano intrappolate in letture datate della realtà. La differenza risiede spesso nella produzione e nella circolazione di significato.

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Le imprese falliscono perché osservano il mondo attraverso metriche, categorie e modelli costruiti per ottimizzare il core, non per interpretare ciò che sta cambiando

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Come mai le organizzazioni più grandi e sofisticate del mondo assumono filosofi, antropologi, esperti di etica, studiosi della cognizione, linguisti o storici delle idee?
Ambiente e società
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Ma la normalità della Terra non è la stabilità. È il cambiamento.
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